giovedì 1 novembre 2012

bollettino # 55 bis (uomini con le mestruazioni)

perla per rallegrare l'uggiosa giornata festiva.

nel cazzeggio più totale, come ogni qualvolta ho bisogno di alzare l'umore, ingrassare l'ego e farmi 4 sane risate, me ne vado sul mio profilo di meetic per vedere quanti in cerca di... spasimanti ho raccolto dall'ultima volta.

oggi mi trovo un messaggio con le seguenti TESTUALI parole:
"sei stupenda, posso lasciarti il mio numero? baci (nome)
beh non si sà mai.. (numero)"

qualche ora dopo, vedendomi probabilmente online, aggiunge

"mi mandi sms?"

al che vado a vedere il profilo, analizzo qualche elemento e rispondo

"no, sei attaccato a valori troppo alti per me"

d'altra parte, un tipo che sotto alla categoria "interessi" scrive RISTORANTE, APERITIVI...
insomma, per me sono davvero valori troppo alti, cui non posso ardire.

il sanguigno, permaloso dalla nascita probabilmente, così replica

"ah scusa essere superiore non mi permetterò più di disturbarla sua maestà"

da notare la più totale assenza di punteggiatura, che a volte assicura una buona riuscita anche in esternazioni di tipo umoristico come questa.

rispondo io, nella più totale tranquillità di un pomeriggio di festa a cazzeggio sul pc

"ahahahahh dai stavo scherzando, che permaloso!
comunque ti ringrazio, rifiuto l'offerta e vado avanti!"

il sanguigno ha ormai le vene che ribollono di rabbia per l'immane offesa subita, e come Achille in preda alla più cieca follia trascina Ettore per non ricordo quanto ma era un sacco, lungo le mura di non ricordo cosa ma comunque sarà stata probabilmente Troia, con la lingua biforcuta eplode:

"sei alta 155 e rifiuti l'offerta? più siete bruttine e più ve la tirate giuro, le belle mi danno retta, è così (niente virgola qui, giustamente, ndr) siete complessate"

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lungo respiro, replico in tranquillità (ma da DONNA DAVVERO DAVVERO DAVVERO MOOOOOLTO FERITA DA QUESTO, PERCHE' SONO UNA DONNA NON SONO UNA SANTA NON TENTARMI NON SONO UNA SANTA)

"non c'è bisogno di andare sul personale, comunque.
sei un ometto, e certe bassezze sei più che consapevole che puoi evitartele.
se poi vuoi continuare fai pure, sarò bruttina ma sto agli scherzi!"

e lui

"ma piantala, parli di bassezze, è ora di finirla co sta cultura che poi da (senza accento) luogo a comportamenti di una superiorità  subdola (no no, era esternalizzata!) dettata poi da cosa???
insomma me stai a dì la supercazzola con scappellamento a destra.
si può mortificare anche scherzando e non venirmi a fare lezioni di morale o etica"

al che la piccola Elena, per farsi altro quattro grasse risate, lo contatta sulla chat chiedndogli molto gentilmente quale fosse il suo problema, e se per caso celasse malamente un certo rosichino perchè non volevo giocare con lui.
il contenuto della conversazione può essere più o meno riassunto così:

- hai sgravato perchè io non ti ho offeso e stavo scherzando, mentre sembra che tu stia alle elementari-
-vai a giocare con grande Puffo-
-ecco appunto-
-e mettiti i tacchi sennò non ti si vede-
-ecco appunto-

le mestruazioni si sa, danno vita a quella parte di noi così impulsiva, emotiva, suscettibile.
noi ne siamo vittime, e da vittima sono SOLIDALE all'UOMO CON LE MESTRUAZIONI.
perchè so cosa patisce.
amen.

bollettino # 55 (previsioni)

bello essere rinfrancati.
che sia il tuo medico, tuo fratello o un genitore, un tuo amico, un tuo conoscente, perfino il cliente al telefono con cui parli per 7 minuti netti.
ognuno su un argomento differente, col suo peso specifico.
ognuno con una speranza da dedicarti.
da due giorni mi sento QB (quanto basta) vuota da aver lasciato parecchio spazio per la speranza.
ha un monolocale intero nella mia testolina.

non posso dire ancora nulla, perchè come si dice in questi casi "le chiacchiere stanno a zero".
non posso neanche accennare, perchè ci sono persone a me molto vicine che leggono qua sopra, e non voglio appesantirle, magari inutilmente.
non voglio parlarne per lasciarne traccia, per cui la finisco qui.
e parliamo d'altro.

per esempio di halloween.
che non ho festeggiato, perchè insomma a quasi 30 anni mi sento non solo ridicola a mascherarmi (nota: a Carnevale è stata l'ultima volta, l'ho promesso a me stessa), ma patetica per farlo per una festa che non ha alcuna tradizione in Italia, se non in sparuti villaggi della Puglia e della Sardegna (me so documentata su wikipedia, roba forte).

o di quanta acqua si è presa Mia in questi ultimi 3 giorni.
tanta che ha imparato a nuotare, ed è stata costretta a impararlo molto in fretta, con un learning-by-doing cazzutissimo.

o dei 260 euro totali spesi per due paia di stivali, comprati in meno di mezzora l'uno dall'altro.
anzi, tecnicamente sono un paio e mezzo. uno è un tronchetto.
in culo ai risparmi che mi sono messa in testa di fare, insomma.

i conti non tornano, al solito.
cioè.
tornano perfettamente ma cocciano in maniera quasi vergognosa contro la previsione di spesa che mi ero stabilita per il quadrimestre settembre-dicembre.
la mia finanziaria quadrimestrale.
fatta con foglio excel, calcolini e taaaaaaaaaanta buona volontà.
la stessa che metto nel (non) andare in palestra.
un business plan andato a mignotte, in soldoni.
la mia "spending review" risente dell'uso irresponsabile e a volte "coatto" del bancomat.
la mano invisibile di Smith mi guida altro che verso l'equilibrio perfetto domanda-offerta, ma verso il burrone del default.

dannazione.
devo smetterla di usare lo shopping come antidepressivo.
devo intensificare l'uso delle gocce di laroxyl.
mi rincojoniranno, ma almeno non avrò la mente lucida per pensare a quante miliardi di altre cose vorrei comprare.
o posti (leggi: Spa) in cui vorrei andare.
o accessori per Mia (leggi: cerchi in lega) che vorrei cambiare.

martedì 30 ottobre 2012

bollettino # 54 (il mondo sottosopra)

c'è una sensazione unica al mondo.
quando nella parte alta del palato inizia a far freddo, freddissimo.
le orecchie si tappano, la vista si restringe focalizzandosi su pochi elementi.
lo stomaco si contrae, la testa sembra schiacciarsi.

a me accade di norma per due tipi di situazioni: quando mi sento umiliata, sgridata come una bambina di 4 anni.
e questo accadeva spesso con la mia ex capa.

oppure quando ho paura.

ma non paura vana.
paura consapevole, paura stordita che esce fuori come un attore buttato a casaccio sul palco, in un momento inaspettato.
paura come reazione a qualcosa.
paura di essermi procurata del male da sola.

sabato 27 ottobre 2012

bollettino # 53 (morfologia della diatriba)

facciamo un attimo il punto della situazione sul mio stato fisico.
ho ricominciato le TENS, una fatta mercoledì e l'altra ancora da fare (dovevo farla ieri ma il mio livello di rincojonimento è ormai talmente grande da aver acceso il mutuo nella mia testa).
GIURO che entro stasera la faccio.

pap-test, questo sconosciuto.
qualcuno ha avuto notizie dei miei esiti?
io non ancora.
lunedì tampinerò la ginecologa per sapere dove siano andati a finire.
si sa mai che Felix l'abbia ricevuti al posto mio e li abbia portati a 37000 metri lasciandoli nella bolla che l'ha portato su.

non sto dimagrendo di una bella mazza.
complici 4 giorni in quel di Lisbona (città sopravvalutata a parer mio) in cui la sugna regna incontrastata nei piatti principali.
daje così di olio e burro, sul pane più buono che abbia mai mangiato.
che si è già abbondantemente rifatto su di me di tanti cm quanti era lunga la fetta stessa.
dovrei farmi passare questa ossessione per l'ingrasso.
ma proprio non ci riesco a vedermi vestiti che prima mi stavano perfetti, ora sofferenti, costringersi ad assumere una falsissima parvenza della mia (vecchia) taglia.
li vedo proprio faticare, e mi si stringe il cuore, mentre la cinta si allarga.

passiamo ad altro.
vi racconto una storia.
anzi, come un certo linguista di nome Propp al tempo fece la morfologia delle fiabe per rendicontare gli elementi fondamentali spezzettandone le varie fasi, io lo farò di questa diatriba.

l'indifferenza.
la perversione
la botta da matta.
il gioco.
la costanza.
la provocazione.
l'indifferenza.

l'ordine può essere mischiato ma sempre con all'inizio e alla fine le fasi dell'indifferenza.
in questo caso, l'ordine che ho scritto è anticronologico.

sospendo il giudizio, una volta ancora.
non sull'antagonista/antieroe, ma sulla protagonista.

nessun giudizio, nessuna considerazione postscritta, nessun prologo.
non è accaduto.

domenica 14 ottobre 2012

l'editoriale bollettiniano della domenica sonnolente (nomenclature)

Stamattina nella mia testa c'è fila.
Idee, sensazioni, avvenimenti che sgomitano per passare, per essere raccontati prima degli altri.
Lo so già che mi perderò pezzi, per cui li lascio schiantare nelle transenne della memoria, e applico il metodo scientifico.
Una cosa alla volta, magari ben fatta.

Partiamo dal tema del giorno.
Il presente editoriale è atto a comunicare le VARIAZIONI di nomi di almeno due personaggi ormai a noi noti nel quotidiano:
1) la nutrizionista, che assumerà il nome in codice di MAVERICK
2) Azzurro, che assumerà il nome in codice di MARRONE

Le spiegazioni qui di seguito, assieme agli avvenimenti.

MAVERICK, non il bello di Top Gun, è un'arma da combattimento, un "missile tattico aria-superficie, progettato per il supporto aereo ravvicinato, interdizione e missioni di soppressione delle difese aeree".
Potete ben immaginare il perchè sia stata ribattezzata così.

Lunedì, prontissima, mi presento alla visita dopo ben 6 mesi dall'ultima.
Come va, come non va, minchiataggini varie.
Partiamo dal peso.
53.
2 kg in 6 mesi, pensavo peggio.
Ma piove sul bagnato. 
Maverick prende il centimetro e inizia a misurare il sottombelico e la circonferenza vita.
Silenzio.
Si siede, mi siedo. Mi guarda con aria esterrefatta di chi guarda un alieno che si è appena mangiato un alieno.
"Sono stupita".
Penso "Minchia, forse m'è andata bene!".
Prosegue. "Sono stupita DI QUANTI CENTIMETRI SEI RIUSCITA A METTERE SU IN POCHI MESI. Non solo hai ripreso quelli che avevi perso con facilità, me ne hai addirittura aggiunti!!!
I 2 kg non sono molti, ma dal momento che NON HAI LA NORMALE CONFORMAZIONE FEMMINILE A PERA, bensì a mela, quei 2 kg gravano sulla tua figura COME FOSSERO 10 PER UNA PERSONA NORMALE."

Non sapevo se ridere o piangere, giuro.

Epilogo: ricomiciare la dieta, eliminare il sale, tentare di bere quanta più acqua possa ingurgitare nei rari momenti in cui non lavoro, ma soprattutto PALESTRA 3 VOLTE A SETTIMANA.
E niente cazzate come pilates ("Non ti serve a nulla" cit. Maverick), solo AEROBICA.
PORCAPUTTANATROIA.

Ops.
Ho fatto il fioretto che da oggi e per 2 mesi non dico più parolacce.
Mia madre tasserà ogni malparola con 10 euri, cazzaccio.
Ma vabbè, mamma non mi sente qui sul blog. posso sforare....no???

Passiamo alla seconda nomenclatura, che anch'essa non abbisogna di spiegazioni.

MARRONE, ovvero ex Azzurro.
Un uomo, l'ombra di un uomo, l'ombra dell'ombra di un uomo che ho conosciuto, o che ho presunto di aver conosciuto.
Non ho tenuto fede al post precedente. Gli ho risposto, l'ho ringraziato degli auguri e l'ho fatto contento dicendogli di aver seguito i suoi consigli.
La faccio breve perchè sinceramente ne ho le ovaie così piene che lo scrivo solo per dovere di cronaca.

Comincia a chiedermi come sto, che faccio ecc.
Rispondo tranquilla, qualche battuta, sembrava aver preso la buona piega di una comunicazione normale tra persone normali.
La cosa continua in un paio di giorni, tra i cui punti salienti annotiamo un suo stranissimo chiedermi, una sera, se io avevo consigli per lui (APRETE CIELO). Sono rimasta sul vago, chè sennò avevo da tirar fuori un sacco di appunti.
Lui dice che ci ho preso (MA VAAAAAA??!!), e anche in quel frangente sembrava quasi tutto rientrare nei canoni di 2 persone conoscenti normali che parlano di cose normali.
Poi, il decadimento.
Lui inizia sempre più a far allusioni a sfondo - l'unico che conosce e sul quale riesce a concentrarsi a fondo manco fosse una seduta psicanalitica - sessuale, con proposte più o meno esplicite e quant'altro, sempre e comunque atte a soddisfare suoi piaceri verosimilmente assopiti, chè altrimenti non starebbe a elemosinare proprio a me.
Una, due, mille volte le stesse espressioni.
Mille volte le stesse identiche battute, mille volte sentirlo sempre più triste, sempre più solo.
Ma non è tutto.
Una sera, dopo l'ennesimo tentativo veramente poco carino da parte sua, decido di chiamarlo per dirgliene 4 in tutta simpatia. 
Ormai gli avevo dato corda, avevo visto dove voleva arrivare, e volevo continuare io un gioco che sarebbe rimasto sempre e solo nel virtuale.
Ho trovato dall'altra parte del telefono un uomo non solo poco brillante, poco originale, poco geniale come ricordavo in alcune conversazioni avute mille anni fa - tutte quelle caratteristiche che mi avevano fatto perdere la testa- e Asensuale, ma anche estremamente borioso.
C'era da scommettere su quella telefonata che fossi io quella che elemosinava attenzioni!!!
Capita l'antifona, finita la telefonata, il giorno dopo gli ho dato l'ultimo contentino.
Una foto del mio reggiseno, così si potrà ammazzare di pippe guardandolo.
Perchè guarderà solo quello.
L'ho bloccato su tutti i possibili device, dal momento che io uno SCONOSCIUTO con quel carattere non voglio assolutamente che si avvicini a me.
E tantomeno averne memoria.
Per questo ora è diventato Marrone. 
Ma non Marrone come lo pensate, bensì perchè è il colore dello sporco.
Quello sporco che ho visto in lui così evidente, così sfacciato.
Avevo memoria di un uomo ben diverso, ma che d'altra parte è stato quello "speciale" in UNA SOLA delle tante volte con cui ci ho avuto a che fare.
Il che mi fa concludere che quella volta fosse solo l'exploit, una tantum, e che il vero lui è chiaramente quello che ho poc'anzi bloccato.

Che tristezza pensarlo così, che tristezza pensare che sono stata dietro a un fantasma, che tristezza pensare che ho sperato, stavolta, di avere un rapporto che fosse simile a una conoscenza - bada bene, non un'amicizia - senza per forza dover scadere nel Marrone.

Gli ho scritto una pagina, avevo pensato anche a una mail da inviargli per dare giustificazione dei miei blocchi.
Ma ora anche il desiderio di vederlo soffrire, di avere una rivincita, di fargli male, è andato.
Credo che per lui, se e quando se ne renderà conto, il solo fatto di essere SOLO sia sufficiente.
Di certo c'è che Marrone, come dice il buon Mou, "NO E' (PIU') PROBLEMA MIU".

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