sabato 29 dicembre 2012

bollettino # 67 (tempo di bilanci)

-2 alla fine del 2012, il temutissimo tempo di bilanci è arrivato.
temuto, ma non da me, sono sincera.

2 parole su tutto:
a) beneficenza
b) sacrificio

poi le spiego.

allora, nel mio 2012 ho:
- cambiato 3 lavori
- preso 10 voli
- fatto 3 vacanze (vedi voce "sacrificio")
- frequentato 1,5 (il mezzo è lui) ragazzetti
- trombato...ahimè...1 sola volta
- avuto un vero contratto
- pianto di gioia (2 volte)
- pianto di tristezza (molte di più, ma una in particolare)
- perso Nonna
- conosciuto persone fantastiche
- cambiato auto
- avuto il mio primo smartphone
- e la mia prima finanziaria
- scoperto parti di me stessa
- buttato tanti soldi (vedi voce "beneficenza")
- guadagnato più soldi degli anni precedenti
- sperimentato i miei primi psicofarmaci
- avuto tanto, ma tanto sonno
- comprato un orologio (non accadeva da 15 anni)
- provato paura per me stessa, ma paura vera
- provato rabbia (per l'ex capa), ma rabbia vera
- avuto nomina di socia di un Club
- fatto la mia prima comparsa al Singita di Fregene (oh-ohhhh)
- fatta la mia prima comparsa allo Shari Vari (oh-oh-ohhhh)
- scroccato cene a uomini
- abbandonato per la prima vera volta, senza malincuore, calcetto

Torniamo alle prime due nomeclature.
Beneficenza
Sì, verso tanti e soprattutto verso il mio istituto bancario, che se la ride di gran gusto con i miei "quattrini".
Non vado in ordine, ma i beneficiari possono essere così elencati:
- Sephora, in particolare con l'acquisto di agosto di euro 380,00 che mi è valso il tesseramento vip col 10% di sconto, sempre e dovunque
- la cara palestra, cara in tutti i sensi, che mi vale 75 euro al mese. considerato che ci sono andata 4 volte in 3 mesi....75*3=225/4= circa 56 euro a lezione.
- società petrolifere
- scarpe, che anche lì mi sono valse il 10% di sconto
- case farmaceutiche e specialisti. quante vacanze regalate a psyco, ginecologa e chi più ne ha più ne metta
- corso di degustazione birra. 300 euro, 15 lezioni. pervenuta: 2 volte.
- le cene con il Club. almeno lì i soldi vanno davvero in beneficienza. tranne quelli che spendo per i vestiti da sera.
- almeno 3 Groupon, di cui uno da 99 euro, scaduti e non rimborsabili.

Corollario dei buoni propositi per il 2013: spendere meno!!!
L'unica cosa su cui non voglio risparmiare sono i soggiorni benessere, soldi davvero spesi bene.

Sacrificio
Sono la persona, tra quelle lavoratrici di mia conoscenza, che ha avuto meno giorni di ferie/ponti/festività in tutto l'anno.
Ho lavorato di sabato e domenica fino a giugno, spesso e volentieri.
Neoentrata a giugno nella mia attuale azienda non ho avuto neanche l'odore di mezza giornata nè a luglio nè ad agosto, roventi fatti a Roma a trasudare (lavorando anche il 14 agosto).
Nessun ponte, mai.
Ho lavorato di 1 maggio, 2 giugno, 1 novembre, 24 dicembre e lavorerò il 31. 
Mentre tutti stanno a palle all'aria facendosi belle 2 settimane di vacanza sotto l'albero.
Ho preso 5 giorni di malattia in tutto un anno, e tutti a cavallo di dicembre.
Le uniche vacanze fatte, sono due di 5 giorni l'una, una a cavallo tra un lavoro e un altro, un'altra appena avute ferie a settembre, e una terza dal sabato al martedì. 
Due di queste le ho fatte SOLA, completamente sola, senza compagnia.
Nessuno, proprio nessuno, può dirmi che non ho compiuto sacrifici a livello di "tempo del loisir" quest'anno.

Quindi mi sento anche un po' in diritto di rispondere a cazzo a chi mi dice "oh, ma che fine hai fatto???".

mercoledì 26 dicembre 2012

il bollettino post-natalizio

stendiamo un velo pietoso sul cibo e sulle foto in cui mi sono vista tra 10 anni, incinta.
anche mia cugina ha un fidanzato, il che significa che sono l'unica della famiglia a essere ancora ZITELLA.
ho ancora problemi di voce, che pian piano sta tornando, e di quella tossaccia bastarda che non mi fa dormire la notte pur avendo provato a sedarla con lo sciroppo e il famosissimo chicco di sale sotto la lingua.
non fatelo mai, tanto non funziona.
nè l'uno nè l'altro.

prima riflettevo, in bagno (come solo una seduta in bagno può far riflettere).
ho quasi timore di dirlo, ma credo di aver raggiunto per la seconda volta in pochi mesi una zona di comfort.
l'ultima volta che me lo sono detto ha iniziato a star male nonna, ora speriamo che non capiti altro.
sembra quasi strano pensarlo, eppure vorrei che proseguisse così per molto molto tempo, quasi fino a stufarmi.
ci vuole, ora che ho preso coscienza - e ho riflettuto molto dal penultimo post, anche se lui si è fatto risentire e se siamo in una condizione di instabile contatto - che non ho bisogno di lui, e che sono sinceramente soddisfatta di me per tanti aspetti.
addirittura mi sento più morbida, più addolcita.
può essere l'effetto collaterale delle feste, come invece un reale aprirmi alla semplicità e alla facilità di vivere, che ho dimenticato in un cantuccio chissà dove, e che forse - dico FORSE - sarebbe il caso di riprendere in mano.

spero di non dirlo troppo a voce alta.

venerdì 21 dicembre 2012

bollettino # 66 (olè)

sfogo a parte, parliamo d'altro.
come ad esempio del regalo sotto l'albero dei risultati del tampone.
TUTTO negativo.
solo presenza di lattobacilli.

un sospiro di sollievo, sono sincera.

sfogo a buffo

"il pallone è mio e ci gioco quando e con chi dico io!".
ecco, questa è la sintesi della sua filosofia.
è una vita che so che funziona così, ed è anche una vita che non lo sopporto, e che odio quando cavalca l'indifferenza da vero borioso.

prude dentro, brucia.
il pastrocchio l'ho fatto io, non posso lamentarmene, come al solito.
non volevo dare adito a ciò che incredibilmente, altro che profezie Maya, ricade ogni cazzo di anno in questo periodo.
ci puoi puntare l'orologio, meglio del miracolo del sangue di sant'antonio (era antonio vè? e poi..perchè non lo fanno più vedere???).
fanculo.

mi fa sorridere il fatto che qualsiasi cosa accada nell'arco di un anno solare, va a finire che tra natale, capodanno ed epifania io stia una merda totale, e per lo stesso problema, che si ripete uguale a sè stesso in modalità, tempistica, approccio.

incredibile, sa di kabala.

che c'è dietro?
ci sono io, e le mie ossessioni.
quelle invece fanno meno ridere, fanno più paura.
paura che non passino più, visto che dulcis in fundo ho messo benzina sul fuoco nell'ultimo periodo.
è fisiologico, quando accade quel tipo di contatto con lui, puoi contare ore e giorni, ma arriva sempre il momento in cui inizia a rodermi il culo.
non solo.
in cui inizio a fare ventimila congetture, e con chi sta, e con chi chatta, senza minimamente rendermi conto che l'ha fatto e lo farà sempre, che siamo una parentesi appena chiusa, che io non mi sono accorta che stesse chiudendo in fretta e furia manco avesse un mastino attaccato ai maroni.
ma soprattutto

inizio a diventare deficiente nelle conversazioni.

una risposta non basta, ne voglio una in più, poi una più articolata, poi un cenno sulla punzecchiatura appena fatta.
lo so bene qual'è la sua sensazione.
quella del mastino attaccato ai maroni, e metterla in pratica mi riesce con una semplicità disarmante, perchè ne ho sete.

cambio idea 47 volte alla settimana sul da farsi.
ora di nuovo capisco il perchè delle cesure secche, senza appello, dei blocchi di qualsiasi conversazione.
oggi di nuovo tutto torna, e mi trovo a pensarmi così "imprudente" nell'aver avuto la pretesa che tutto filasse liscio, che ci fosse continuità, sì stavolta sì, stavolta me lo trombo sul serio.

gelosa di chi se lo tromberà, non tanto di chi avrà al fianco.
perchè a me l'ha negato N volte, e proprio oggi in macchina sorridevo pensando che l'ex collega diceva che quando gli piaceva davvero una persona non ci andava a fare sesso perchè altrimenti dopo si sarebbe già sentito il suo fidanzato senza sapere le intenzioni dell'altra.
qui è il perfetto contrario, se funzionasse come con l'ex collega vorrebbe dire che ce n'è.
non so se leggere fra le righe di queste due situazioni così complesse in cui chi ci rimane inculata sono io, brutto a dirsi, ma ragionevole.
però è vero, paradossale, grottesco, incredibile.
ognuno la vive a modo suo, e io casco sempre nel non vivibile manco da lontano.

guardo ossessionata whatsapp con l'intenzione di capire frequenza di messaggistica con stracazzo so io, e ricado nel buio.
mi ero ripromessa, e cazzo ce l'avevo fatta, che stavolta non sarebbe andata così, che quella anguilla non sarebbe sgusciata via senza che me ne accorgessi, e invece è capitato di nuovo, e c'è da riflettere sulla mia incapacità di gestione di queste situazioni.

a cosa volevo arrivare?
a sentirmelo un po' mio, a essere sentita un po' sua.
un po' scherzo, un po' porno.
un po' adrenalina, un po' serotonina.

come mi ritrovo?
che manco risponde, che mi rendo conto una volta di più di essere stata "invasiva" - se per invasivo intendiamo il suo di benchmark - quindi da non assecondare, chè sennò è una rottura di coglioni.

quindi, che fare?
silenzio?
gioco?
cazziatone?
blocco?
nessuna risposta è corretta, perchè nessuna di queste risposte dovrebbe seguire quella domanda.

è la domanda il pensiero non corretto.

va beh, ormai è inutile piangere sul latte versato.
una volta versato, non puoi riprenderlo da terra, travasarlo e berlo ancora.
non c'è da porre rimedio, non ci sono esami riparatori, in fondo non c'è sbaglio.
c'è solo un dato di fatto.
che il pallone è suo e decide lui quando e con chi giocarci.
il mio turno è passato, semplice.
d'altra parte nessuno ha promesso nulla (a parte la cena, che so che non avverrà mai).

poi io sono un cazzo di portafortuna.
ogni volta che mi avvicino a determinate situazioni, un nanosecondo dopo accade che il tipo si infatua dell'altra, per cui so bene e riconosco bene il suo atteggiamento.
stupido pure quantificare, stupido pensare a tante congetture.
qui non c'è da fare analisi dei dati, qui c'è da -e chissà come mai non mi risulta affatto nuovo- accettare.
passare avanti, di spasimanti ce ne sono, questa è già una buona notizia.

ha ragione psyco, il rischio è che io usi lui, e il contatto quando capita, come un rifugio.
sia sentimentalmente parlando, che sessualmente.
non ho paura di lui, perchè con lui non trombo, e dato che il mio dolore è scongiurato, mi va particolarmente bene così.
sentimentalmente è più complesso, conosco il soggetto e il suo poco da dare, e pur non riuscendo a gestire situazioni come questa, in fondo in fondo mi sono familiari, come lo è il dolore, come lo è il tempo che scorre che farlo passare.
si trasforma in routine, con picchi di inaspettato appena un secondo dopo che ti sei sbilanciato con te stesso, manco con lui.
o forse, l'ha già percepito.
amen, che cazzo gli devo dire.
il suo silenzio, che non sarà l'ultimo ma ripeto, l'ennesimo -e qui voglio ridere tra qualche mese- mi aiuta solo a tentare di allontanare sabato.

prima di sabato era tutto ok, era tutto gestibile.

che poi alla fine, devo dirlo, non posso rimproverarmi nulla, come accadeva tempo fa.
non ho colpe nè teoriche nè fattive.
per lui sono brava in certe cose, il mio corpo lo attrae, sono già segni di vittoria, di soddisfazione.
io uso lui come cartina tornasole esattamente come fa lui con me.
che non fossi la donna della sua vita, beh, l'ho sempre saputo, sempre sperato il contrario, ma in fondo non è una vera novità.
c'è da vedere un bicchiere mezzo pieno, nonostante l'epilogo scarno.
c'è da vedere un pochino più in là adesso, al vero uomo che voglio avere accanto, decontaminata dalla sua ossessione.
quella mi intimorisce, ma so che con l'aiuto di psyco e con consapevolezze nuove o vecchie ma rielaborate, bene o male riuscirò a contrastarla.
non finirà mai del tutto, di questo ne sono consapevole.
si tratta solo di trovare chiavi di volta per non cadere nel buio, specie in questo periodo.
stavolta non posso solo lasciarmi trascinare dai fatti, ho gli strumenti per affrontare, accettare, provare a dimenticare e riavvolgere il telo su di lui e su ciò che è davvero.

martedì 18 dicembre 2012

bollettino # 65 (come falene)

ho la tonsillite.
ho 3 giorni di malattia compreso giovedì in cui avrei dovuto avere il colloquio, che così finisce a strafanculo.
fine del mondo permettendo.
lui non si è fatto praticamente più sentire se non per un moto di pietà, avendogli detto che stavo male.

chi me la sta tirando?
un'idea ce l'avrei, a parte la vecchiaccia di sotto incontrata in ascensore, e che forse non mi ha riconosciuta avendomi addirittura salutata e per giunta con un sorriso (o le hanno disintegrato la memoria come in Man in Black???).
allora, avanti...chi è?
dai, non vi faccio niente. giuro.

nell'ovattamento totale e nel totale annebbiamento della ragione, oggi leggevo un articolo a buffo su uno di questi giornali femminili scelto da mia madre.
quale cosa migliore quando si sta male di starsene nel letto e guardare le figure invece di leggere.
solo che mi ci è caduto per caso l'occhio e ho letto tutta la letterina con risposta annessa.
mi ha colpito una frase, che risulterà pure banale, ma molto sacrosanta:

"malgrado avessi capito quasi subito con chi avevi a che fare, come una falena notturna ti sei avvicinata alla lampada, sperando di non bruciarti le ali."

ma così non è stato.
dice lei all'altra.
non so se possa ricongiungersi anche al mio caso, ormai cronico.
non voglio essere quella falena, o meglio, voglio esserlo ma senza pensare che quella lampada sia necessariamente fonte di bruciature.
magari è l'unica lampada nella notte, magari è l'unica accesa, l'unica che mi ispira, al momento.
magari non mi avvicino così tanto, lascio la distanza di sicurezza per godermene la luce senza pretendere di possederla e farla mia, e diventare parte di quella lampada.

sto cercando il mio mood su stereomood, e credo possa risolversi in questo:

UNTROUBLED.

gufo a parte, che se lo becco ce ne faccio 5.

domenica 16 dicembre 2012

l'editoriale di una pigrissima domenica

stanotte ho fatto le 4,45.
ho aperto gli occhi alle 10,05, con sommo rodimento di culo per la vicina di sopra che passava folletto.
ho tentato di riaddormentarmi, ma quand'è così lo so già, inizio a smaniare girandomi come una cotoletta, inizio a sudare per l'impazienza, e se pure ho una lacrima di sonno, sfugge.
alle 11 mi sono alzata.
chiaramente rincojonita persa.

stanotte ho fatto le 2.
al primo evento della nottata, la cena di gala del club.
carina, tantissima gente, ancora più snob, ma ho addirittura ballato.
compagni di serata, oltre alla mia amica e alle sue amiche del club: il mio club -anzi, sparuti soggetti maschili dello stesso, chè con le femmine ci caghiamo pochissimo- un po' di vino, del cibo da far schifo, e whatsapp, fin quando il cellulare è morto.

è stato però sufficiente a comunicare con lui.

stanotte ho fattole 4,30.
a casa sua.
durante il primo evento della nottata, fin quando il cellulare è rimasto in vita, c'è stata una moderata dialettica con lui, già iniziata durante i preparativi a casa.
avevamo fatto una specie di scommessa, se perdevo pagavo una cena, se vincevo pagava lui.
(non credo che la cena avrà mai luogo, ma in caso credo debba pagare lui).
fino al punto che ci siamo detti che forse sarei passata da lui in tarda nottata, che lui intanto si sarebbe messo a dormire e al massimo lo avrei chiamato.
così è stato, alle 2 l'ho chiamato (è stato un po' un dejà-vu, ma stavolta positivo), con una voce impastatissima ha risposto, ho avuto pietà di lui e gli ho dato la buonanotte per telefono.
2 minuti dopo mi scrive di andare, che ormai era sveglio.
arrivo tra 1/4 d'ora. "ok Fernando".

abbiamo parlato abbastanza, era più socievole dell'ultima volta, abbiamo scherzato, io col vestito lungo sdraiata su di lui sul divano.
è successo quel che è successo, che non è quello che volevo ma che d'altra parte mi aspettavo, perchè ero pienamente consapevole che una volta entrata lì o me ne andavo dopo 10 minuti o sarei stata "alle regole" del padrone di casa.
mi ha fatto un sacco di complimenti, mi ha dato un bacio sulla fronte mentre accadeva, mi ha preso la mano nel momento clou, mi ha baciata anche dopo.

sono stata bene, devo dire la verità. e credo anche lui, l'ho visto sereno e meno appesantito dalla solita indifferenza.

non si è chiaramente fatto sentire oggi, ma me lo aspettavo, anche se non ci speravo.
fosse altro che boh, per avere ancora sentore di quella strana unione di ieri.
strana, meno vuota, ma d'altra parte realissima.
mi sono sentita leggera una volta in macchina, e così voglio continuare a sentirmi.
i pensieri di oggi, e quella piccola attesa che mi fa controllare più spesso il cellulare, moriranno domani stesso, come è stato finora in questo ultimo strambo periodo "con lui"...

questa settimana è piena di cose, e mi piacerebbe concentrami su quelle e sul Natale in arrivo, quasi espresso.
per non parlare della fine del mondo.
mondo, puoi finire giusto un paio di minuti dopo aver ritirato i risultati del tampone?
grazie.

venerdì 14 dicembre 2012

bollettino # 64 (opportunità?)

sono tornata da psyco dopo un sacco di tempo, più di un mese forse.
le ho parlato degli aspiranti.
a. è una brava persona, ma come non mi faceva sesso questa estate credo che non mi farà sesso neanche il 5 gennaio.
lei me lo ha assolutamente benedetto, lo ha visto in foto (ha personale, innegabilmente) e mi ha detto "elena, QUESTO CI PIACE! cerca di non fare la solita, cerca almeno stavolta di non essere inflessibile. chiaramente nei limiti di non forzarti a fare nulla che non senta assolutamente".
appunto.
l'altro, un tipo incontrato su meetic, sembrava più carino -come al solito- in foto su meetic.
in foto su facebook ha una superficie del viso che sfiora credo il mezzo metro quadro.
mai viste guance così grosse.
mi ha invitata a uscire già ieri sera, ho declinato con il mio solito stile da fintissima indaffarata.
forse, lo vedrò, se mi motiverò.
al momento motivazione per uscire con chi fisicamente non mi dice nulla è pari a -5.

ho fatto vedere a psyco le conversazioni su whatsapp con lui.
ieri abbiamo messaggiato per 3/4 di giornata, a dire cazzate ovviamente.
si è fatta un sacco di risate leggendole, perchè in fondo siamo simpatici quando interagiamo, sembriamo una macchietta.
ha detto che si vede che ci prendiamo, che abbiamo un modo tutto nostro di comunicare.
come d'altra parte è iniziato tutto, così.
lei dice pure che lui ha un grosso problema relazionale con l'altro sesso, perchè la sua non volontà di fare del "vero" sesso ma solo di dominio le fa pensare che abbia seri problemi a mettersi in gioco con l'altro.
stavamo quasi finendo per analizzare lui più che me.

a me, come detto, diverte questo modo, e ora capisco anche meglio com'è funzionato a quei tempi.
era in fondo poco più di così, e a un certo punto ho perso il controllo.
stavolta no, anche se mi rendo conto che forse ho più voglia io di lui di sentire il contatto, anche solo a cazzeggio.
come dice psyco "tu sei un paio di tette per lui", ed è assolutamente vero.
dice che le sembro meno attaccata a lui, meno ossessionata, e in parte credo sia vero, ho preso consapevolezza del tipo di uomo che è.
dice anche che ovviamente non posso aspettarmi nulla di più da un tipo così che una chat erotica, che stuzzica, ma che oltre questo non c'è tanto altro.
io mi aspetto sempre qualcosina in più, e meno male che oggi e ieri sera è rimasto in silenzio.
non vorrei abituarmi come ho già fatto, per essere delusa.
sono sicuramente più consapevole e meno attaccata, ma ho bisogno d'aria perchè non voglio inciampare in un solo pensiero fuori dal mood "ci rido solo su".
quindi meglio così, se voglio lo sento sapendo che potrebbe tranquillamente non rispondermi come posso pensare, etc etc etc.

ho avuto una mezza offerta di lavoro dall'interno della mia azienda.
o meglio, una mia ex collega ha fatto il mio nome ad una collega dei "piani alti" che sta ricercando personale su Milano per mansione molto diversa dalla mia attuale, ma in fondo in linea con il mio curriculum.
mi ha fatto immensamente piacere essere segnalata, anche se poi non se ne farà niente, sia perchè il mio contratto al momento mi vincola per 3 anni così, sia perchè sarebbe davvero LA decisione avventata, anche se potenzialmente un bel salto.
intanto giovedì mi farò una chiacchierata col braccio destro della tipa, il mio cv ce l'hanno, male che va è un contatto - e che contatto!- in più da rispolverare tra un annetto, quando posso permettermi di guardarmi attorno, e sperando di non avere il cervello già atrofizzato!

martedì 11 dicembre 2012

bollettino # 63 (una strana tranquillità)

dicevo, ieri sono andata a fare il benedetto tampone.
la ginecologa, forse mossa a compassione per averle confessato la mia patologia, ha detto di aver utilizzato lo speculum più piccolo.
in effetti, non è andata niente male, non ho sentito un dolore cane e questo un pochino mi rincuora, rispetto alla colposcopia atroce di un mese fa.

ho continuato a sentirlo via whatsapp.
siamo arrivati al punto che dovevamo vederci ieri sera da lui, ma era da confermare.
lui non ha detto nulla, io ho fatto finta di nulla e non ho chiesto, per cui è andata a monte.
meno male da una parte, dall'altra ero curiosa, vogliosa di vederlo.
"voglia di stringersi un po'".
che poi lo so che con lui il verbo "stringersi" non esiste, ma l'idea di starcene appiccicati sul divano si avvicina al suo significato, benchè lontano -molto- dalle sue intenzioni.
non mi importa moltissimo delle sue intenzioni, so cosa voglio io e se capita bene, sennò amen, sarà solo un ennesimo rifiuto.
ho fatto le spalle larghe, e ribadisco che la continuità nel sentirlo mi aiuta a scivolare sopra ogni genere di scarsezza umana abbia verso di me.
lui per ora incarna "l'altro", ovvero l'idealuomo che vorrei accanto.
è solo un fantoccio, non si avvicina più di qualche km a quell'uomo, ma ora sono nel mood "meglio che un calcio sulle palle".
non credo possa farmi ancora male, sicuramente non più male di un anno o due fa.
c'è che non ho voglia di ricononquistarlo, non c'è mai stato verso per quello, quasi piuttosto il contrario.

non so bene descrivere questo bisogno, e mi è rimasto difficile anche descriverlo a S. sabato scorso, che giustamente -lo farei e l'ho fatto anch'io- mi rimbrottava che stavo di nuovo dando corda a un uomo che mi ha trattata di merda e che non dovrei in nessun caso metterlo a parte del mio mondo intimo, con i miei problemi e il mio "disease" nell'approccio sessuale.
eppure, incredibile quasi a dirsi, mi sta dando piccoli suggerimenti da guru imparziale e soprattutto da Uomo, finalmente come si deve.

parlare di sesso con lui è l'unico argomento accettabile, ma d'altra parte è il sesso il mio problema, e lui in questo momento è uno strumento, come tanti.
solo che è uno strumento che ha capito abbastanza di me e quindi sa prendermi.

ora, non voglio beatificarlo, ci  mancherebbe, so bene che persona è e non lo giustifico comunque per il passato nè per il presente.
sono solo dell'idea che ogni persona, anche la più improbabile, ha un uso specifico nella propria vita.
quello decsritto è il suo nella mia vita attuale, in questo periodo pre-natalizio che nonostante tutto fa venir voglia di "stringersi un po'", anche se poi gli auguri non ce li faremo mai.
magari va così ora perchè risento di questo spirito festivo, magari domani mi fa girare il culo e ce lo mando per l'ennesima volta.
come però ho già detto, e al momento non lo prendo per sconfitta, ormai la parola "finito" non ha molto senso. per questo uso "ennesimo".

non lo so, riesco a vederlo per la primissima volta come simile ad un amico, ad una persona con cui non devo fingere per sembrare "più bella, più interessante, più intrigante".
questa sensazione per ora mi mette a mio agio. so che non c'è da guadagnare nè da perdere.

la mia psyco mi farà un culo così appena gliene parlerò, e lì saranno sicuramente cazzi acidi per sviscerare.
ora come ora, vuoi perchè sento che una parte del mio brutto sia passata, non ho neanche tutto questo bisogno di andare fino in fondo, o di trovare il bandolo della matassa. sento in realtà di averlo già in mano, e stranamente sono tranquilla.
tranquilla, un bel po' che non me lo dicevo.

sabato 8 dicembre 2012

il pre-editoriale surgelato

questo blog non aveva intenzione di muovere empatia alla gente, o compassione, peggio ancora.
tanto meno voleva essere una cartina tornasole di quanto le persone inserite in mailing list potessero accoglierne i contenuti, farli in un certo modo propri, e occuparsi pure di quella scriteriata che li metteva nero su bianco.
a causa però di una dose minima di compiacimento, e una altrettanto minima di aspettative, a un certo punto ho pensato che scrivere le mie cose qui significasse essere considerata al di fuori, avere delle attenzioni, delle cure in più da chi avevo inserito in quella mailing list.

sbagliato, sbagliato di fondo il concetto iniziale, di notificare via mail a chi mi conosce le mie vicende (corollario delle quali sarebbe stato l'attendersi dei feedback, di qualsiasi tipo).
per non incappare perciò in questi arrovellamenti più dannosi che utili, ho deciso che sia giusto che le persone che mi circondano, che sanno di questo blog e ancor più della mia situazione, non ricevano più gli aggiornamenti.
devono essere libere, libere di leggerlo se ne hanno voglia, libere di non dare alcun feedback, e io stessa devo essere libera di scrivere senza pensare che ci sia qualcuno che legga.

non me ne dispiaccio, perchè posso dire che in 13 mesi di vita di questo strano modo di descrivere il mio percorso fisico e psicologico, ci sono stati tanti momenti di empatia raccolti, timidi o più di impatto, come altrettanti in cui ho percepito di essere più sola che mai, non potendo al contempo darne colpa a nessuno.

ciò non toglie, e qui lo dico e qui lo nego, un po' di dispiacere verso giusto un paio di persone che per non so quale motivo sembrano essere diventate impermeabili a quanto mi accade.
non solo per lettura o meno di questo blog, intendo.
dispiacere, bada bene, che significa solo rimettere le mani su alcune certezze, senza morti o feriti.
sono stanca di fare la poliziotta cattiva.
non posso e non devo mettere in riga nessuno, non posso e non ho diritto di dire quali siano "norme comportamentali" giuste o sbagliate.
prendo le misure per me, non per gli altri.
non lo dico perchè "io combatto ogni giorno e sono stanca di combattere, anche con gli altri!", lo dico solo perchè anch'io, a volte, mi fracasso le palle a pensare a come potrebbero andare meglio certe cose, se ci mettessi mano e se andassi verso l'altro per metterceli insieme.
alcune cose cambiano, tutto qui.
priorità, gesti, relazioni.
non sarà un blog a tracciare la linea di chi è dentro e chi è fuori dalla mia vita.

in virtù di tutto questo, e con la consapevolezza che da adesso la mia libertà di scrivere al di fuori di ogni giudizio "familiare" sia realmente piena, mi permetto di essere molto più me stessa.
quella stessa me che ho riletto ieri sera nei "diari segreti" cui non dava conto che alla sua immagine allo specchio.

lunedì andrò a fare sto benedetto tampone contente tutte le possibili cause batteriologiche a trasmissione sessuale e non, e mi levo sto dente, che palle.
ho continuato a sentire lui, per cazzate principalmente, su whatzapp.
non so neanche io perchè, forse solo per solitudine.
ora sembra quasi un contatto amicale, quasi una normalità quotidiana in cui scrivi minchiate senza alcuna ragione fondante, senza giri di parole o convenevoli.
lui è così, superficiale e inadatto alla sensibilità, per cui se mi va di tenermelo come contatto so che mi tocca accettare di poter avere solo una relazione basata sul nulla, o meglio, sulle puttanate che riguardano il suo fallo.
è ridondante, lo so, ma sapermelo vicino senza alcuna pretesa mia nè sua mi tranquillizza.
io non pretendo altro che potergli esprimere ogni tanto una cosa che mi succede, anche senza avere nessun riscontro.
mi sta bene così, e non è una via, non al momento, per un riavvicinamento passo passo come potevo sperare tempo fa.
lui lo so che non mi vorrà mai, e questa normalità nel pensare che non mi vorrà mai me la fa accettare ancora meglio.
io non so se voglio lui o solo il contrario, ma sto capendo che la quotidianità mi aiuta a non vincolarmi in pensieri "mitici", a prendere ogni sua risposta del cazzo come l'ennesima e non l'ultima per cui non più "assoluta" o speciale, ma semplicemente come una risposta.
mi rendo conto che anche fare la poliziotta cattiva con me stessa verso di lui non ha avuto grandissimi frutti.
tutte le costrizioni, le decisioni "finali", i cambi di prospettiva o di strategia, ecco i risultati che hanno dato: nessuno.
o meglio, qualche risultato che poi in un modo o nell'altro si è trasformato per poi tornare al punto di partenza.
non voglio fare propositi, dico che per ora va bene in questo modo.
voglio solo svagarmi, ho un desiderio incredibile di non pensare a nulla, di svuotare la testa e di non riempirla con favole.
paradossalmente, nel quotidiano contatto con lui, quelle favole già si sono esaurite.

giovedì 6 dicembre 2012

bollettino # 62 (la regina è nuda)

premetto che sarà un post pieno di merda, parolacce e quanto di più brutto si possa scrivere in un blog.
sono incazzata nera, sono a una settimana dalle mestruazioni quindi oltre che incazzata anche depresso-maniaco-ossessiva, con picchi di acidume da far schifo.
quindi vaffanculo, gratuitamente.

credo di averlo già scritto l'anno scorso di questo periodo, e mi ero davvero ripromessa di non scriverlo più e non viverlo più così.
mi devo ricredere.
odio il Natale.
odio Roma, tutti questi stronzi che si svegliano un mese prima per andare a comprare quelle 4 cazzate cui spero i destinatari ci sputino sopra e li giochino alla prima occasione utile di Tombola degli Orrori.
ste teste di cazzo che non hanno un cazzo da fare se non minare nell'intimo la circolazione di una città già molto provata di suo in periodi non santi, figuriamoci adesso.
perchè gli stronzi si moltiplicano, e fanculo la crisi, avranno preso la tredicesima, tutti con le loro stracazzaccio di macchinacce a sprecare preziosissima (nonchè bramata) benzina per andare a fare altre file nei centri commerciali.
fila per fila, mortacci vostri, andateci di sabato e domenica senza scassare i maroni a noi poveri cristi che ci dobbiamo impiegare un'ora e un quarto per fare 13 km da lavoro a casa.
quando sono uscita da lavoro, mia madre mi ha chiamata che stavano partendo da quel di Terni.
quando ho messo piede a casa, erano al bivio per il GRA. 90 km dopo.
porcaputtana.

odio Natale, odio Roma, odio tutti.
e più di tutti, in questo giorno un po' stronzo di suo, odio me stessa.
ho dormito di merda, ho sognato che io e mio fratello avevamo un "basso grado" di HIV, ho sudato come un suino polacco, mi sono svegliata 47 volte, ho avuto la tachicardia, avevo l'ansia di non svegliarmi alle 7,20 e mortacci mia mi so svegliata mezzora prima.
poi ho sognato Marrone, che aveva i capelli lunghi e un cane, e che non mi cagava di striscio pur stando entrambi nella stessa casa, alla stessa festa, ma no, lui era troppo preso da quello stracazzaccio di cane per accorgersi che c'ero io.

ieri sera ho sentito Marrone.
ho preso io l'iniziativa.
sono una debole, non faccio progressi, ogni volta mi perdo di nuovo, fanculo vocine dei miei coglioni.
l'ho fatto e basta.
una riga, e una riga lui di risposta.

poi, un'altra riga sua, una mia e di nuovo a cazzeggiare, poi a parlare, poi a vomitargli addosso quanto mi è stato sempre sul cazzo il suo atteggiamento di schifare la mia vagina, di non avermi mai toccata adeguatamente, e lui che se ne esce con la cosa più impropria mai detta.

i nervi che saltano, il cuore a ventimila.
e vomito altro, vomito tutta la mia storia ginecologica attuale, per farlo sentire una brutta merdaccia.
gli dico tutto, di che soffro, cosa prendo, perchè dico che non voglio nessuno, perchè parlo di sesso orale e non di altro, di quanto non mi senta normale così, di quanto neanche lontanamente immagina il mio disagio nel pensare di non esserlo, di quanto fa male.
non risponde, gli dico che la sua indifferenza non mi sorprende, ma che sono contenta lo stesso di averglielo detto ed essermi sfogata.
a volte raccontarsi agli occhi di chi non ti conosce, ti svela molto di più di te stesso.
la regina nuda.
risponde incredibilmente con un'altra riga, dicendomi che quando vorrò parlargliene sarà lì.
per un attimo volevo dirgli del blog, ma no, avrei fatto una boiata.
non più grande dell'averlo contattato, sia chiaro.
non lo so se si sia sentito una merda, non lo so se ha capito o percepito di che parlavo e di come mi sento.

ci ho rimuginato tutta la notte, non mi do ancora pace.
povera, stolta vulvodinica dei miei coglioni.

martedì 4 dicembre 2012

bollettino # 61 (il circolo vizioso)

Allora, abbiamo detto che i test sono negativi, e fin qui ci siamo.
Ora siamo alla diagnosi, 14 parole tonde tonde.
Le metto in endecasillabi (che poi non sono manco endecasillabi):

Cervicite cronica
papillare
riacutizzata
con fenomeni
di erosione
dell'epitelio
e metaplasia
squamosa
superficiale.

Test: quante parole avete capito???
io, solo le preposizioni.

Dopo aver ricercato su google SOLO le prime 2 parole, si parla di infezione a carico della cervice uterina (la parte inferiore dell’utero che si schiude verso la vagina).
Per tutto il resto, c'è che non me ne frega molto se sia riacutizzata, riottusizzata, ad angolo retto o altri cazzi.

Sono perciò andata dalla mia ginecologa per la cura, con il beneficio del dubbio, però.
Se è vero che la cervicite, nella grandissima parte dei casi, viene fuori a causa di infezioni sessualmente trasmesse causate da streptococco, stafilococco, enterococco, quali gonorrea, herpes genitale, clamidia o tricomoniasi, ed  io ho un tampone di luglio PULITO, come la mettiamo?

Ah, aspetta, il tampone ce l'ho per tutto tranne che per 2 cose, una delle quali (herpes) si vedrebbe a occhio e ha sintomi particolari, l'altra è un po' più bastarda e prende il nome di Gonorrea.

Al che la ginecologa, dopo avermi riso in faccia capendo che quel tampone PULITO è in relazione all'ultimo (unico) rapporto avuto nel 2012, dice che sarebbe praticamente impossibile che sia cambiato, ma che a sto punto quadriamo il cerchio e lo rifacciamo inserendoci anche quella simpaticona della Gonorrea.

Risultato?
Per ora, dopo 2 mesi dall'aver fatto il pap-test, dopo un mese dall'aver avuto il risultato, non ho ancora una cura perchè a sto punto meglio farne una il più possibile mirata "putacasoche" esce fuori qualche batterio bastardo a rompere il cazzo, magari a giustificazione della mia cervicite.
Perchè per ora, ancora, io non ho la benchè minima idea della sua causa.
Mettiamoci quindi il cuore in pace, e lunedì andiamo (di nuovo) al patibolo.
Quanto mi sono fracassata le palle di fare esami invasivi.

I risultati potranno essere recapitati direttamente sotto l'albero.

Che culo.

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